Considerazioni sulle conoscenze

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La mia “deformazione professionale” mi porta ad essere appassionato di architettura antica e sacra. Questa passione si sposa bene con l’altro grande interesse che è l’interazione uomo-ambiente.

Ho avuto occasione qualche anno fa di avere contatti con dei cinesi per una impresa di costruzioni. L’idea di condividere con loro l’antica scienza mi elettrizzava. Delusione assoluta! Non sapevano cosa fosse! Arabo! Buio assoluto!

Ma come, i depositari delle conoscenze millenarie e della grande civiltà orientale dei perfetti ignoranti? Pensa che ti ripensa la cosa non mi andava giù. Poi . . .

Come oggi, come allora. Come nell’antica Cina, così nell’Egitto dei Faraoni o nella Grecia classica o nella Roma imperiale o nel medioevo questi saperi erano destinati ai pochi destinatari delle conoscenze. Le priorità del popolo erano altre: il lavoro, la famiglia, la sopravvivenza. Oggi noi ammiriamo templi e monumenti, come castelli o conventi, innalzati sulla terra alla gloria dei cieli. Fra tutti gli esempi che oggi abbiamo la fortuna di ammirare non troveremo una sola casa di un contadino o di un operaio. Ammiriamo la “Città dell’Imperatore”, i mausolei in pietra del medio Oriente, le città sacre degli oracoli greci, le ville patrizie romane e le chiese romaniche e gotiche.

Quindi perché meravigliarsi se i miei contemporanei stanno pensando che li insulti quando dico loro Feng Shui? (… ma la situazione si sta evolvendo perché l’informazione e la curiosità sono dell’uomo moderno!)

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